Raee: gli italiani tengono in casa 8 apparecchi obsoleti o non funzionanti

DiGiovanna Di Mauro

Raee: gli italiani tengono in casa 8 apparecchi obsoleti o non funzionanti

Raee: gli italiani tengono in casa 8 apparecchi obsoleti o non funzionanti

Secondo l’analisi di Ipsos per Ecodom, almeno il 20% degli elettrodomestici posseduti non e’ piu’ utilizzato, ma non e’ riciclato

Di Vincenzo Rossini
Pubblicato sul Canale VARIE il 22 novembre 2012
Sono ancora molto cattive le abitudini degli italiani a proposito della gestione dei vecchi elettrodomestici non funzionanti. Secondo un’analisi quantitativa realizzata da Ipsos e commissionata daEcodom (Consorzio italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici), le famiglie italiane tengono in casa, in media, più di 8 apparecchiature elettroniche rotte, vecchie o non più in uso, pari a quasi il 20% del totale degli elettrodomestici posseduti. Spesso si tratta di apparecchi obsoleti (videoregistratori Vhs, monitor a tubo catodico), sostituiti in alcuni casi da macchine di tecnologia più aggiornata, mentre in altri casi sono oggetti che non funzionano più. Tra i risultati ottenuti dalle interviste a circa 3.200 cittadini, meritano una menzione speciale le vecchie “pianole”, ancora presenti nelle cantine o nei solai nel 48% dei casi, ma la gamma di oggetti di cui disfarsi è ampia, e va dai climatizzatori portatili ai boiler elettrici, fino a friggitrici, tostapane, macinacaffè.
La ricerca si inserisce in un’importante azione di sensibilizzazione, nei confronti dei cittadini, sulle corrette modalità di dismissione degli elettrodomestici rotti, “sia per incrementare la raccolta e raggiungere gli obiettivi imposta dalla Nuova Direttiva Europea(85% dei Raee generati o il 65% della media di Apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti), sia per contribuire alla salvaguardia ambientale”, come illustra il Direttore di Ecodom Giorgio Arienti.
Rispetto all’atto della dismissione, la ricerca ha evidenziato che per i grandi elettrodomestici (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie) gli italiani prediligono la grande distribuzione, che per il decreto “uno contro uno” è obbligata a ritirare l’elettrodomestico da buttare in seguito all’acquisto di un’apparecchiatura equivalente. Per i piccoli elettrodomestici, al contrario, si tende a ricorrere alle municipalizzate locali o alle isole ecologiche, canali prediletti anche per gli apparecchi informatici, anche se – precisa l’analisi – il mouse e la tastiera sono gli apparecchi che più di tutti sono dismessi in maniera scorretta.
Se per i grandi elettrodomestici il livello di informazione sulla dismissione è buono, la situazione è più problematica nel caso dei piccoli apparecchi, spesso buttati nell’indifferenziata, senza un buon livello di consapevolezza sui componenti oggetto di possibile riciclo. Non tenendo conto che nelle case italiane è ancora presente “una significativa quantità di elettrodomestici, ad esempio i frigoriferi e i televisori a tubo catodico, che contengono sostanze dannose per l’ambiente e che quindi richiedono un trattamento particolare”.
A tal proposito – conclude il Direttore del consorzio – “sarà fondamentale una collaborazione fra tutti i soggetti che partecipano alla fase di raccolta: gli Enti Locali, cui spetta la realizzazione di nuove isole ecologiche; i Distributori, che possono informare gli acquirenti della possibilità di ritiro gratuito del loro elettrodomestico in seguito all’acquisto di uno nuovo; noi cittadini, che dobbiamo adottare modalità corrette di dismissione dei nostri Raee”.
V.R.
fonte http://www.tecnici.it/Raee-gli-italiani-tengono-in-casa-apparecchi-obsoleti-o-non-funzionanti_news_x_12894.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter_tecnici_43_28_11_2012

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